Ci avete rotto i polmoni!

E’ ora di fare qualcosa *. Immaginate di essere una di quelle persone che sono al servizio della comunità – ad esempio un agente di POLIZIA LOCALE, FdO, addetto alle manutenzioni stradali … – immersa nel traffico urbano, costretta, per adempiere al vostro lavoro, a stare tutti i santi giorni per parecchie ore, in mezzo […]

E’ ora di fare qualcosa *.

Immaginate di essere una di quelle persone che sono al servizio della comunità – ad esempio un agente di POLIZIA LOCALE, FdO, addetto alle manutenzioni stradali … – immersa nel traffico urbano, costretta, per adempiere al vostro lavoro, a stare tutti i santi giorni per parecchie ore, in mezzo allo smog a respirare quelle subdole sostanze sottili.

Immaginate di essere uno sportivo che nel tempo libero ama fare jogging nei parchi della propria città.

Immaginate di essere il genitore che porta a scuola i propri figli e che si prende cura della salute della propria famiglia.

Allora è giusto che sappiate che circa il 90 % degli abitanti delle città è esposto a concentrazioni di particolato sottile (PM2.5) superiori ai livelli consentiti e il 40% dei capoluoghi di provincia sono fuorilegge con concentrazioni  giornaliera di polveri sottili (PM10) oltre i limiti stabiliti dalla legge. Una questione che è diventata sempre più cronica, cresciuta quasi in modo esponenziale. A conferma di questo fenomeno ci sono i risultati ottenuti durante il periodo di emergenza sanitaria COVID-19, che ha visto un calo del 68% di polveri sottili durante il periodo di lockdown.

Sono alcuni dei dati riportati da un approfondito studio, elaborato da Legambiente, ed esposti nel rapporto di Mal’aria 2021, che rilevano altresì quanto lo smog, tra malattie e congestione del traffico, costi al singolo cittadino più di 1.500 euro all’anno.  Per non parlare degli effetti sulla sua salute che  in Italia conta circa 60 mila morti premature dovute all’inquinamento atmosferico, con un danno economico che supera i 142 miliardi di euro all’anno.

Sarete d’accordo con noi che questo non va bene.

Per imboccare un cammino sostenibile nell’era della Smart City,  il  primo passo da fare per affrontare il problema dell’inquinamento atmosferico, è comprenderlo o, meglio, “rendere visibile  ciò che è invisibile” .

Motivo per cui, SELEA ha iniziato a pensare come poter sfruttare al meglio la propria tecnologia, già presente in molte città,  sviluppando soluzioni (software e hardware) utili a raccogliere dati e rendere visibile l’invisibile. Attraverso telecamere intelligenti, sensori e software, è oggi possibile effettuare le seguenti misurazioni:

  1. controllo dei livelli di concentrazione delle PM2,5 e PM10;
  2. analisi delle diverse sostanze inquinante emesse dai veicoli
  3. mappatura delle aree

Ma vediamole in dettaglio.

1) Livelli di concentrazione delle polveri sottili

Stabilito dalla norma europea UNI EN1234:2014, il termine PM identifica il tipo di particolato. Con  PM 2.5  ci si riferisce a particelle aventi dimensioni minori o uguali a 2,5 micron, mentre con PM 10 quelle avente dimensioni di 10 micron. Il numero utilizzato per indicare le polveri sottili più è basso, più è pericoloso per la salute umana.

Mentre le PM10 raggiungono solo i bronchi, la trachea e vie respiratorie superiori, il PM 2,5 è in grado di penetrare negli alveoli polmonari con eventuale diffusione nel sangue, quindi sono ritenute più pericolose. 

La norma UNI EN12341 stabilisce che il valore della soglia limite della presenza di polveri sottili nell’aria sia di 50 µg/m³. In molte città si è potuto spesso riscontrare, in alcuni periodi dell’anno, concentrazioni di quasi 200 µg/m³.

Alcuni studi hanno evidenziato che la probabilitàà di contrarre il cancro aumenti di oltre il 18% con valori che oltrepassano la soglia massima di appena 5 µg/m³.

SELEA ha integrato nelle proprie telecamere di lettura targhe – utilizzate nell’ambito della prevenzione dei reati per la  sicurezza del territorio – un sensore esterno di PM2,5/10 con lo scopo di analizzare l’indice d’inquinamento, come si vede nella immagine riportata.

2) Analisi delle sostanze inquinanti

E’ risaputo che le auto a benzina emettono più anidride carbonica (CO2) rispetto a quelle diesel anche se a livello di tossicità per l’essere umano, il diesel  emette più particolato che si deposita sugli organi interni, causando a lungo termine problemi respiratori.

Il CO2 è un elemento altamente irritante e può scatenare malattie come tumori, asma, riniti, bronchiti, allergia, oltre a  rendere il sangue più denso e viscoso, ostacolando la circolazione. Anche le auto a metano inquinano rilasciano un gran numero di particelle pericolose, associate a cancro, Alzheimer e malattie cardiache e respiratorie, mentre le auto a GPL emettono meno particolato ma molta più CO2 di quelle a benzina.

Pertanto, per una stima delle sostanze nocive SELEA ha sviluppato una soluzione in grado di dare una precisa analisi, attraverso la lettura della targa, marca e modello, della classe di alimentazione (e quindi di emissioni) dei mezzi che circolano nel circuito cittadino, come evidenza l’immagine sotto riportata.

Unitamente a questa analisi è utile anche capire la categoria della classe EURO dei veicoli che circolano. Infatti alla tipologia di alimentazione dei veicoli viene associata anche l’analisi puntuale della classe EURO

3) Mappatura delle aree

La maggior parte delle città possiede sistemi di monitoraggio con sensori distanti miglia l’uno dall’altro, condizione che non aiuta certo a comprendere correttamente il fenomeno dell’inquinamento atmosferico. Infatti, quest’ultimo può essere molto diverso da una zona all’altra. Ma grazie allo sviluppo di un apposito strumento, che analizza attraverso l’analisi della lettura targa “origine e destinazione”, è possibile fare una più accurata analisi dell’inquinamento nelle varie aree e arterie.

Per concludere, SELEA intende essere parte attiva verso i nuovi sviluppi della Green economy, cercando di adeguare le proprie soluzioni alle nuove esigenze urbane e sociali.

E lo può fare perché detiene il 100% del know-how interno per lo sviluppo sia dei prodotti hardware sia software e questo offre ai suoi clienti la possibilità di ricevere aggiornamenti e integrazioni, che permettono di ridare nuova vita ai prodotti già acquistati con notevole risparmio economico (evitando di buttar il vecchio e acquistare il nuovo) con forte impatto sulla riduzione della catena di emissione di anidride carbonica e della formazione di montagne di rifiuti elettronici, oggi più che mai, che si sta venendo a generare.  

* Citazione ripresa dal sito di Legambiente sul report di Mal’aria 2021: Ci avete rotto i polmoni. Stop allo smog.